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RISO GIALLO

La copertina

Tutto è cominciato ai tempi del giornalino scolastico delle scuole superiori, per il quale mensilmente componevo racconti demenzial-surreali, tipo i calembour lessicali di Bergonzoni o quelli di Groucho Marx.
  Nel 1992 ne presentai qualcuno a Lella Costa, il cui apprezzamento mi incoraggiò a partecipare al concorso "Riso giallo" indetto nel 1993 dalla Sperling & Kupfer: per l'occasione, li raccolsi in un libro (appunto omonimo del concorso) incollandoli fra loro mediante parti appositamente scritte per fungere da trait-d'union.
  Ho attualmente in cantiere un'ulteriore integrazione di brani scritti successivamente, che dopo una revisione globale e reimpaginazione diventeranno il "fratello comico" di Racconti raccolti.

CURIOSITÀ
Quasi sicuramente (ma devo ancora controllare!) l'ultimo divertissement di questo genere che oramai ho abbandonato (o meglio: l'ho integrato nello humour di taluni dialoghi dei miei racconti e romanzi) è il 7° e ultimo atto della saga demenziale intitolata "L'atroce promessa di Frida" - con la quale era mia abitudine festeggiare il compleanno di un amico, donandogli appunto una nuova puntata ciascun 17 Dicembre dal 1992 al 1999.
  Quanto alla copertina, sono arancine di riso palermitane (tipicamente allo zafferano, dunque appunto riso giallo) di cui una mascherata da Groucho Marx - che, come accennavo sopra, è il nonno di questo genere umoristico. Dello stesso genere avevo pensato anche ad altre varianti..

VEDI ANCHE: Racconti raccolti e IL LIBRO!

LA VOCE DEGLI (IMPI)ASTRI

CHI L'HA DETTO

UGO MADRE